Amendola e il suo progetto Fiat 128

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Esistono auto legate visceralmente ad alcune gare. Questo è il caso di un’auto alquanto speciale, una Fiat 128, che nel 1982 sbalordì i presenti alla “Coppa della Primavera”, la famigerata cronoscalata che si disputava sino al 1990 attraverso i circa 9 km che collegano il comune di Conca dei Marini ad Agerola, passando per Amalfi e il “paese dipinto” di Furore.
La “Coppa Primavera” – che prima dal 2010 grazie alla “A. S. D. Road Legends Sorrento” é tornata in vita come Rievocazione Storica in modalità Regolarità Club e successivamente disputata in modalità parata storica con il ritorno delle vetture da competizione, fino a giungere alle edizioni slalom sotto l’egida dell’ACI SALERNO- può vantare il primato nazionale -forse internazionale- di aver avuto ai nastri di partenza, tra i tanti bolidi che vi hanno preso parte, un’auto equipaggiata con 2 motori. Non è uno scherzo! Infatti il prototipo di Fiat 128 partecipò alla “Coppa Primavera” del lontano 1982, facendo sia le consuete verifiche tecniche -avendo il lasciapassare dalla CSAI- sia le prove del sabato, ma una volta giunta alla partenza della domenica, le venne impedito per chissà quale motivo di partire.
Questo bolide avveniristico era stato concepito, dato alla luce e pilotato da Antonio Amendola, figlio di una terra florida in ambito automobilistico, Agerola, sede appunto dell’arrivo della cronoscalata. Amendola è sempre stato un grande amante delle auto, infatti all’età di soli 14 anni elaborò il primo motore. Ma due sentimenti hanno contrassegnato la sua vita: la passione e la curiosità per le innovazioni in ambito motoristico. Infatti, una volta avviata l’attività di meccanico da giovanissimo, ha immediatamente iniziato ad elaborare auto da corsa.
Parallelamente all’attività, si è anche cimentato nella guida di auto da competizione, ma la passione vera di Amendola è sempre stata l’elaborazione, soprattutto se legata al termine innovazione.
È sarà proprio un colpo di genio tra il 1981 – 1982 a far si che Amendola si possa considerare un vero pioniere in ambito motoristico. Una sfida lanciatagli da un suo amico possessore di un Porsche 911, invogliò Amendola a realizzare il suo futuristico progetto: un’auto spinta da due motori. Una vera e propria rivoluzione motoristica per gli inizi anni ’80, quando nessuna casa costruttrice si era spinta nel mondo delle corse con un prototipo bimotore. Auto equipaggiate con 2 motori, ad esempio la Citroen 2cv Sahara del 1956, erano state costruite in precedenza, ma solo per l’impiego in ambienti desertici. Dopo aver accettato il guanto di sfida, Amendola realizzò il sogno di dare alla luce il suo progetto e di partecipare con la sua creatura alla gara più sentita per lui, la “Coppa Primavera”. Equipaggiò,quindi, una Fiat 128 con 2 motori 1300cc trasversali da 4 carburatori l’uno, gestiti con un solo acceleratore, una sola leva del cambio, con frizione anteriore meccanica e posteriore idraulica.
Nel Maggio del 1982 Amendola decise di prendere parte alla Coppa della Primavera, quindi la neonata 2 motori, allestita seguendo il regolamento CSAI, fu presentata ai commissari e verificata come prototipo Gruppo 6, quindi “biposto sport”.
Una piccola nota di colore: l’auto non era stata equipaggiata di due sedili, e Amendola per ovviare al problema e poter essere verificato, bullonò al lato passeggero un sediolino in plastica “Chicco”®. Riuscì in tal modo a superare le verifiche tecniche.
Alle prove del sabato, suscitò la curiosità degli addetti ai lavori e dei piloti, tanto che ancor’oggi nell’ambiente in molti ricordano questo futuristico prototipo. Addirittura lo starter di gara rimase sbalordito dall’auto, esclamando poco prima di dare il via ad Amendola: “Non ho mai dato il via ad un’ auto con 2 motori prima d’ora!”. Amendola, nonostante non avesse mai provato l’auto nelle settimane precedenti, stabilì un tempo rispettabilissimo, giungendo al traguardo in 6’.18’’. Grazie anche al cronometro favorevole, la curiosità aumentò, tant’è che anche il vincitore di quell’edizione, Uccio Magliona, scambiò varie impressioni con lo stesso Amendola subito dopo le prove.
Il fine settimana si stava rivelando fantastico per Amendola, ma la cattiva sorte lo stava per colpire. Domenica 2 Maggio, era incolonnato in attesa di prendere il via, ma giunto al suo turno, il direttore di gara gli negò il via senza dare alcuna spiegazione. Amendola si adirò non poco, ma il direttore gli concesse di partire solo a fine gara. Arrivato all’arrivo, non fu semplice tenere a bada un frustrato Amendola, che solo grazie all’intervento di un caro amico compianto, il geometra Pasquale Gentile, riuscì a calmarsi. La delusione fu però enorme tanto che, unita ad alcuni problemi familiari, spinse Amendola ad “uccidere” la sua creatura, vendendo i due motori e dando via anche la carrozzeria.
Rimarrà però indelebile nella storia della “Coppa Primavera” e nel panorama automobilistico nazionale, la Fiat 128 n° 353 di Antonio Amendola che a distanza di 30 anni ha ammesso il desiderio di riportare in vita la sua creatura.
(Angelo Acampora – 2013/2020)